Avvalimento premiale: come funziona, quando è possibile e quali sono i rischi
Avvalimento premiale: rischi e opportunità

Avvalimento premiale: rischi e opportunità
Avvalimento premiale: come funziona, quando è possibile e quali sono i rischi
L’avvalimento è uno degli strumenti più interessanti a disposizione delle imprese che partecipano alle gare pubbliche. Tradizionalmente viene associato alla possibilità di utilizzare requisiti, capacità e risorse di un’altra impresa per soddisfare le condizioni necessarie a partecipare a una gara.
Con il nuovo Codice dei contratti pubblici, però, l’avvalimento ha assunto una funzione ancora più ampia.
L’articolo 104 del D.Lgs. 36/2023 riconosce infatti espressamente la possibilità di utilizzare l’avvalimento anche per migliorare la propria offerta, dando così rilevanza normativa a quello che viene comunemente definito avvalimento premiale. ANAC aveva già evidenziato, nel presentare il nuovo Codice, la possibilità dell'avvalimento cosiddetto "premiale", cioè finalizzato a ottenere un effetto premiante sull'offerta. (Autorità Nazionale Anticorruzione)
Ma cosa significa concretamente?
E soprattutto: un'impresa può prendere in prestito una certificazione, un'esperienza o una caratteristica dell'ausiliaria semplicemente per ottenere più punti?
La risposta è: non sempre.
Ed è proprio qui che l'avvalimento premiale diventa uno strumento interessante, ma anche giuridicamente delicato.
Che cos'è l'avvalimento premiale?
Per capire l'istituto bisogna partire dalla distinzione tra due situazioni.
Nel primo caso, l'impresa ricorre all'avvalimento perché le manca un requisito necessario per partecipare alla gara.
Ad esempio, un'impresa non possiede una determinata capacità tecnica richiesta dal disciplinare e ricorre a un'impresa ausiliaria che mette a disposizione le risorse necessarie.
Questo è il modello tradizionale dell'avvalimento.
Nel secondo caso, invece, l'impresa possiede già i requisiti necessari per partecipare, ma vuole migliorare la propria posizione nella valutazione dell'offerta.
È qui che entra in gioco l'avvalimento premiale.
L'operatore economico può utilizzare risorse, capacità o dotazioni messe a disposizione da un'altra impresa per migliorare la propria offerta e, quando il disciplinare lo prevede, ottenere un punteggio maggiore.
Il legislatore ha reso esplicita questa possibilità nell'art. 104, comma 4, prevedendo che il concorrente debba specificare se intende utilizzare le risorse altrui per acquisire un requisito di partecipazione oppure per migliorare la propria offerta. (Regione Siciliana)
Questa distinzione è fondamentale.
L'avvalimento premiale, infatti, non serve necessariamente a entrare in gara.
Può servire a entrare in gara con un'offerta più competitiva.
Perché è importante?
Immaginiamo una gara da 100 punti.
L'impresa A possiede tutti i requisiti di partecipazione e può quindi presentare la propria offerta.
Nel disciplinare, però, sono previsti diversi criteri di valutazione dell'offerta tecnica.
Uno di questi assegna, ad esempio, punti aggiuntivi alla presenza di determinate competenze, procedure, esperienze o risorse.
L'impresa A potrebbe non possedere direttamente quella particolare capacità.
L'avvalimento premiale può consentirle, nei casi in cui il criterio e la disciplina di gara lo permettano, di mettere concretamente a disposizione quelle risorse attraverso un'impresa ausiliaria.
L'obiettivo non è quindi semplicemente "avere il requisito", ma migliorare la qualità dell'offerta.
Il Consiglio di Stato ha riconosciuto questa funzione dell'istituto, evidenziando come l'avvalimento possa assumere una funzione anche nella valutazione dell'offerta e non esclusivamente nella qualificazione del concorrente. (Giustizia Amministrativa)
Questa evoluzione ha una conseguenza importante per le imprese.
Il mercato dell'avvalimento non riguarda più soltanto chi non può partecipare a una gara.
Può riguardare anche chi può partecipare, ma vuole aumentare le proprie possibilità di aggiudicazione.
Avvalimento "puro" e avvalimento "misto"
Qui bisogna fare una distinzione che spesso viene trascurata.
Si può parlare, in termini descrittivi, di avvalimento premiale puro quando il concorrente utilizza l'istituto esclusivamente per migliorare la propria offerta, senza averne bisogno per soddisfare un requisito di partecipazione.
Si parla invece di avvalimento misto quando le risorse messe a disposizione dall'ausiliaria servono contemporaneamente a soddisfare un requisito necessario alla partecipazione e a migliorare l'offerta.
La giurisprudenza precedente al nuovo Codice aveva sviluppato orientamenti differenti sull'ammissibilità dell'avvalimento utilizzato esclusivamente per ottenere un vantaggio nella valutazione dell'offerta.
Il nuovo Codice ha però modificato significativamente il quadro, inserendo espressamente nell'art. 104 il riferimento all'utilizzo delle risorse altrui anche per migliorare l'offerta.
Il Consiglio di Stato, in una pronuncia del 2025, ha sottolineato proprio questo cambiamento di impostazione, riconoscendo all'avvalimento premiale una funzione autonoma e pro-concorrenziale. (Doctrine)
Questo non significa, però, che il concorrente possa limitarsi a dichiarare di avere a disposizione una determinata caratteristica dell'ausiliaria.
Ed è questo uno dei punti più importanti dell'intera materia.
Non basta "prestare" un requisito sulla carta
Il principio fondamentale da tenere presente è che l'avvalimento riguarda risorse effettivamente messe a disposizione.
L'art. 104 stabilisce infatti che il contratto deve individuare le risorse messe a disposizione dell'operatore economico e che l'impresa ausiliaria deve impegnarsi a metterle a disposizione per la durata dell'appalto. (Digitapp)
Per questo motivo, un contratto di avvalimento premiale generico può essere estremamente rischioso.
Non dovrebbe essere sufficiente scrivere:
"L'ausiliaria mette a disposizione dell'ausiliata le proprie capacità e competenze."
Occorre chiedersi:
Quali capacità?
Quali risorse?
Quali persone?
Quali procedure?
Quale know-how?
Come verranno concretamente utilizzati?
Per quale parte dell'offerta?
Più il criterio premiale è legato a una caratteristica concreta e verificabile dell'organizzazione dell'ausiliaria, più diventa importante dimostrare quale sia l'effettivo apporto trasferito.
La giurisprudenza recente è particolarmente significativa proprio su questo punto.
Un esempio: la certificazione di parità di genere
Un caso molto interessante riguarda la certificazione di parità di genere.
La questione è delicata perché si tratta di una caratteristica fortemente legata all'organizzazione aziendale.
Nel 2025 il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5345 del 18 giugno 2025, ha affermato che è possibile ricorrere all'avvalimento per comprovare il possesso della certificazione di parità di genere ai fini del punteggio premiale.
Ma ha posto una condizione molto importante.
Il contratto deve individuare risorse umane e materiali, protocolli organizzativi e piani aziendali che rappresentino concretamente il know-how collegato alla certificazione.
In mancanza di una reale individuazione delle risorse, il contratto può essere nullo ai sensi dell'art. 104. (Giustizia Amministrativa)
Questa sentenza è particolarmente utile perché fa emergere una regola pratica:
l'avvalimento premiale non dovrebbe essere trattato come un semplice "prestito di carta".
Se il vantaggio deriva da una determinata capacità organizzativa dell'ausiliaria, bisogna essere in grado di spiegare come quella capacità viene effettivamente messa a disposizione dell'ausiliata.
Attenzione: non tutte le certificazioni sono uguali
Questo è probabilmente il punto sul quale occorre prestare maggiore attenzione.
Non è corretto affermare che:
"con l'avvalimento premiale si possono prendere in prestito tutte le certificazioni dell'ausiliaria".
La realtà è molto più complessa.
Esistono caratteristiche che possono essere collegate a risorse, procedure, organizzazione e know-how trasferibili.
Altre, invece, possono essere considerate talmente personali o intrinsecamente collegate all'identità e all'organizzazione del soggetto certificato da non poter essere semplicemente trasferite.
La questione della certificazione di parità di genere ne è un esempio particolarmente interessante anche perché la giurisprudenza ha conosciuto orientamenti non uniformi.
Il Consiglio di Stato, con la sentenza n. 5345/2025, ha ammesso l'avvalimento della certificazione, purché vi sia un effettivo trasferimento del relativo know-how attraverso risorse e strumenti concretamente individuati. (Giustizia Amministrativa)
Questo dimostra perché sia pericoloso applicare una regola automatica del tipo:
certificazione dell'ausiliaria = punti per l'ausiliata.
Non funziona necessariamente così.
Bisogna analizzare il disciplinare, il criterio di valutazione e la natura del requisito o della caratteristica premiata.
Il disciplinare di gara rimane fondamentale
L'avvalimento premiale non può essere studiato separatamente dalla singola gara.
Prima di cercare un'impresa ausiliaria bisogna leggere con attenzione:
disciplinare;
capitolato;
criteri e sub-criteri di valutazione;
modalità di attribuzione dei punteggi;
eventuali limitazioni all'avvalimento;
documentazione richiesta;
schema di contratto, quando previsto;
eventuali chiarimenti della stazione appaltante.
Questo perché il criterio premiale deve essere compatibile con la struttura della gara.
Non basta quindi individuare un requisito che "vale punti".
Bisogna capire che cosa esattamente la stazione appaltante sta premiando.
Se il disciplinare premia, ad esempio, una determinata metodologia organizzativa, bisogna capire se l'ausiliaria sta mettendo a disposizione quella metodologia e il relativo know-how.
Se invece il criterio premia una qualità strettamente personale dell'operatore economico, la questione può diventare molto più problematica.
Un altro aspetto fondamentale: l'ausiliaria può partecipare alla stessa gara?
Qui è intervenuto il correttivo al Codice dei contratti pubblici.
L'art. 104, comma 12, nella formulazione attualmente vigente, disciplina proprio il caso dell'avvalimento finalizzato a migliorare l'offerta.
La regola generale è che, in questi casi, ausiliaria e ausiliata non possono partecipare entrambe alla stessa gara.
Esiste tuttavia un'importante eccezione: l'ausiliaria può dimostrare, con adeguato supporto documentale, che non esistono collegamenti tali da ricondurre le due imprese a un unico centro decisionale.
La stazione appaltante può inoltre chiedere chiarimenti o integrazioni documentali. (PNRR Semplificazione)
Questa disciplina è importante soprattutto perché evita che l'avvalimento premiale possa diventare uno strumento per creare una situazione di vantaggio attraverso imprese sostanzialmente riconducibili allo stesso centro decisionale.
Come dovrebbe essere costruito un buon avvalimento premiale?
Il problema, a questo punto, diventa operativo: come individuare l'impresa ausiliaria che possiede esattamente la risorsa necessaria per migliorare la propria offerta?
È qui che entra in gioco Avvality: una piattaforma pensata per aiutare le imprese a individuare opportunità di avvalimento e a trovare le competenze e i requisiti necessari per affrontare le gare pubbliche.
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Non esiste un contratto valido per tutte le gare.
Anzi, diffiderei di qualsiasi modello che venga utilizzato indistintamente per ogni procedura.
Un contratto di avvalimento premiale dovrebbe essere costruito partendo dal criterio di gara che si vuole valorizzare.
Un possibile percorso logico è questo:
1. Individuare il criterio premiale
Prima bisogna capire esattamente quale criterio consente di ottenere il punteggio.
2. Identificare la risorsa necessaria
Bisogna capire quale risorsa dell'ausiliaria consente di soddisfare concretamente quel criterio.
Può trattarsi, a seconda dei casi, di:
personale;
competenze;
procedure;
metodologie;
strumenti;
dotazioni;
know-how;
organizzazione;
esperienze concretamente rilevanti.
3. Collegare la risorsa all'offerta
Il contratto dovrebbe spiegare il rapporto tra la risorsa messa a disposizione e ciò che viene dichiarato nell'offerta tecnica.
4. Definire concretamente l'apporto dell'ausiliaria
È necessario evitare formule eccessivamente generiche.
Bisogna poter capire cosa l'ausiliaria farà effettivamente.
5. Verificare la compatibilità con il disciplinare
Questo passaggio è essenziale.
Una soluzione astrattamente ammissibile secondo il Codice potrebbe non essere utilizzabile in quella specifica procedura se la lex specialis prevede condizioni particolari.
6. Verificare la partecipazione dell'ausiliaria
Nel caso dell'avvalimento premiale occorre verificare anche la disciplina dell'art. 104, comma 12, relativa alla partecipazione dell'ausiliaria alla stessa gara. (PNRR Semplificazione)
Avvalimento premiale: quali vantaggi può offrire?
Se correttamente strutturato, l'avvalimento premiale può diventare uno strumento strategico.
Aumentare il punteggio tecnico
È la funzione più evidente.
Un'impresa che possiede i requisiti di partecipazione può cercare competenze e risorse esterne per rendere più competitiva la propria offerta.
Accedere a competenze che non possiede internamente
L'impresa non deve necessariamente sviluppare internamente ogni competenza.
Può valorizzare, attraverso l'ausiliaria, capacità già presenti sul mercato.
Creare collaborazioni tra imprese
L'avvalimento può diventare uno strumento di collaborazione industriale e commerciale, non soltanto un meccanismo utilizzato quando manca un requisito.
Aumentare la competitività delle PMI
Per una piccola impresa può rappresentare un modo per competere in procedure nelle quali concorrenti più strutturati dispongono internamente di competenze e organizzazioni più avanzate.
Ma quali sono i principali rischi?
È proprio qui che bisogna evitare una lettura eccessivamente commerciale dell'istituto.
L'avvalimento premiale non è una scorciatoia per comprare punti.
I principali rischi riguardano almeno quattro profili.
1. Oggetto del contratto troppo generico
Se non sono individuate con sufficiente precisione le risorse messe a disposizione, il contratto può essere contestato o, nei casi previsti, risultare nullo.
2. Risorsa non realmente trasferibile
Non tutte le qualità dell'ausiliaria possono essere automaticamente trasferite.
Occorre verificare la natura concreta dell'elemento premiato.
3. Contrasto con la lex specialis
Il disciplinare può contenere regole specifiche che incidono sulla possibilità di utilizzare l'avvalimento.
4. Partecipazione contemporanea dell'ausiliaria
Come visto, l'art. 104, comma 12, pone una disciplina specifica per l'avvalimento finalizzato a migliorare l'offerta. (PNRR Semplificazione)
Il vero valore dell'avvalimento premiale
La novità più interessante non è quindi semplicemente la possibilità di ottenere qualche punto in più.
Il vero cambiamento culturale è un altro.
L'avvalimento può diventare uno strumento attraverso il quale le imprese combinano competenze e risorse per costruire un'offerta migliore.
In questa prospettiva, l'impresa ausiliaria non è semplicemente quella che "presta un requisito".
Diventa un partner che mette a disposizione una parte della propria capacità organizzativa, tecnica o professionale.
È una differenza sostanziale.
L'avvalimento tradizionale può essere visto come uno strumento per superare una barriera di accesso.
Quello premiale può invece diventare uno strumento per aumentare la qualità e la competitività dell'offerta.
Ed è proprio questa la funzione pro-concorrenziale che la più recente giurisprudenza ha riconosciuto all'istituto. (Doctrine)
Avvalimento premiale: una checklist prima di utilizzarlo
Prima di procedere, sarebbe opportuno porsi almeno queste domande:
Il disciplinare consente o comunque non esclude l'utilizzo dell'avvalimento per quel criterio?
Il criterio premiale riguarda una risorsa concretamente trasferibile?
Qual è esattamente la risorsa dell'ausiliaria che viene messa a disposizione?
La risorsa è descritta in maniera sufficientemente specifica nel contratto?
È spiegato come verrà concretamente utilizzata?
L'offerta tecnica è coerente con il contenuto del contratto?
L'ausiliaria possiede effettivamente ciò che dichiara?
Sono rispettati gli obblighi dichiarativi previsti dall'art. 104?
L'ausiliaria partecipa alla stessa gara?
Se partecipa, è possibile dimostrare l'assenza di collegamenti riconducibili allo stesso centro decisionale?
Esistono pronunce recenti relative allo specifico requisito o certificazione utilizzata?
Quest'ultima domanda è particolarmente importante.
Nel caso dell'avvalimento premiale non basta conoscere l'articolo 104. Bisogna conoscere anche il criterio di gara e la giurisprudenza applicabile al caso concreto.
In conclusione
L'avvalimento premiale rappresenta una delle evoluzioni più interessanti dell'istituto dell'avvalimento.
Il nuovo Codice dei contratti pubblici ha riconosciuto espressamente la possibilità di utilizzare le risorse di un'altra impresa non soltanto per soddisfare un requisito di partecipazione, ma anche per migliorare la propria offerta.
Questo apre scenari interessanti soprattutto per le PMI e per le imprese che vogliono costruire offerte più competitive attraverso collaborazioni con soggetti dotati di competenze, organizzazione e risorse complementari.
Ma proprio perché si tratta di uno strumento potente, non dovrebbe essere utilizzato in maniera automatica.
La domanda corretta non è:
"Quanti punti posso prendere con l'avvalimento?"
La domanda corretta è:
"Quale risorsa concreta dell'ausiliaria posso mettere a disposizione della mia offerta e come posso dimostrarlo in modo coerente con il disciplinare e con l'art. 104?"
È questa la differenza tra un avvalimento premiale correttamente costruito e un semplice tentativo di "prestare" sulla carta una caratteristica dell’ausiliaria.
Hai trovato una gara interessante, ma ti manca un requisito?
L'avvalimento non deve necessariamente essere considerato solo quando un'impresa non è qualificata per partecipare a una gara.
In determinate condizioni può diventare anche uno strumento per rafforzare la propria offerta e aumentare la competitività.
Avvality.it nasce proprio per questo: aiutare le imprese a individuare le opportunità di gara, capire quali requisiti sono necessari e verificare se possono essere reperiti attraverso un avvalimento o una collaborazione con altre imprese.
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Nota importante: questo articolo ha finalità informative e non costituisce parere legale. La possibilità di utilizzare l'avvalimento premiale deve essere verificata con riferimento alla singola procedura, alla lex specialis, al contenuto del criterio premiale e alla più recente giurisprudenza applicabile. La materia è in evoluzione e alcuni profili, soprattutto con riferimento a specifiche certificazioni e requisiti soggettivi, hanno generato orientamenti non sempre uniformi.
